Fibrosi polmonare idiopatica: a Siena i primi pazienti al mondo per sperimentazione di fase 3

Arruolati a Siena, all’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, i primi pazienti a livello mondiale in un trial internazionale di fase 3 per un nuovo trattamento della fibrosi polmonare idiopatica, che vede l’ospedale Santa Maria alle Scotte coinvolto come centro di riferimento regionale per le malattie rare polmonari. I pazienti saranno presi in carico dal team della professoressa Elena Bargagli, principal investigator dello studio.

«La fibrosi polmonare idiopatica è una severa malattia polmonare che rappresenta una indicazione terapeutica al trapianto di polmone. E' una polmonite interstiziale, malattia tristemente famosa a seguito della pandemia da Covid-19 e che ha acquisito un grande interesse dal punto di vista scientifico.

Si tratta di una sperimentazione in fase tre che si pone come obiettivo di verificare l’efficacia di questa nuova molecola al fine di arrivare ad un farmaco anti fibrotico innovativo che possa migliorare aspettativa e qualità della vita dei pazienti.

L’UOC Malattie respiratorie e trapianto polmonare, diretta dal professor Piersante Sestini e afferente al Dipartimento di Scienze mediche diretto dal professor Bruno Frediani, è coinvolta in numerosi studi clinici per pazienti con fibrosi polmonare idiopatica, patologia che causa un ispessimento delle pareti degli alveoli polmonari con progressivo peggioramento degli scambi gassosi al loro interno e conseguente progressiva dispnea e necessità di ossigeno terapia.

Nel dettaglio, lo studio appena avviato vuole valutare l’efficacia e la sicurezza della molecola pentraxina-2 umana ricombinante verso placebo, randomizzato in doppio cieco, in pazienti affetti da questa patologia. Lo studio prevede il contributo di 408 centri ospedalieri e universitari in tutto il mondo per l’arruolamento totale di 658 partecipanti».

Il team della professoressa Bargagli ha arruolato i primi pazienti a livello globale, confermando l’eccellenza del centro nell’ambito delle malattie rare e l’impegno dello staff di ricerca nello studio di potenziali opzioni terapeutiche future. A contribuire a questo prestigioso risultato un ottimo lavoro di squadra, coordinato dalla professoressa Elena Bargagli, con la collaborazione del Comitato Etico Regione Toscana Area Vasta Sud Est, della Project manager delle Sperimentazioni cliniche, dottoressa Marina Rocchigiani, dei Data manager, dottoressa Benedetta di Ruggiero e dottoressa Martina Valenti, dei Sub-investigators, dottor Paolo Cameli, dottoressa Cristina Giubbilei e dottor Matteo Fanetti, della Study Nurse, Sabina Cappelletti, e delle biologhe Miriana D’Alessandro, Laura Bergantini e tutto lo staff di laboratorio insieme al professor Piersante Sestini.

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